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Parquettisti Roma
Geometrie di posa

Parquet a spina di pesce
e gli altri schemi di posa

«Spina di pesce» non è uno schema solo: è la famiglia a cui appartengono la spina italiana, in cui i listelli stanno a novanta gradi fra loro, e la spina ungherese, in cui le teste si tagliano in obliquo e si posano testa contro testa. Da quell’angolo dipendono il disegno, lo sfrido e il costo della posa. Qui ci sono i numeri, schema per schema.

Spina italiana 90°
Spina ungherese 45° o 60°
Spina francese 30°
A correre e a cassero 0°
Stanza ampia con il pavimento in rovere posato a spina italiana, vista in prospettiva
Spina italiana: ogni listello appoggia la testa sul fianco del vicino, e il disegno a lisca si legge da tutta la stanza.
Schema per schema

Sei geometrie, e l’angolo che le distingue

Il nome di uno schema non basta a ordinarlo: due posatori possono intendere cose diverse con la stessa parola. L’angolo, invece, è un numero, e si dice.

Spina italiana La testa di un listello va contro il fianco di quello accanto, e i due stanno a novanta gradi fra loro: nasce il disegno a lisca di pesce. È quella che in casa si chiama semplicemente spina di pesce. Si posa diagonale rispetto alle pareti, oppure dritta. Dritta o diagonale: come si decide.
Angolo 90° fra i listelli
Sfrido medio
Spina ungherese Qui le teste dei listelli si tagliano in obliquo e vanno testa contro testa: le punte si incontrano e le file restano continue, senza il gradino della spina italiana. Il taglio si fa sul listello, e il pezzo che si toglie si perde. Come si posa la spina ungherese.
Angolo teste a 45° o 60°
Sfrido alto
Spina francese È una spina ungherese con l’angolo più chiuso: le file si allungano e il disegno diventa più sottile. Su quale angolo spetti all’ungherese e quale alla francese, però, le fonti di settore non vanno d’accordo: si chiede sempre il numero al produttore o al posatore.
Angolo teste a 30°
Sfrido alto
A correre Tutti i listelli nello stesso verso, con le giunzioni spostate come i mattoni di un muro. È la posa più rapida e quella che spreca meno: il taglio di fine fila diventa l’inizio della fila dopo.
Angolo 0°, giunti sfalsati
Sfrido basso
A cassero Come la posa a correre, ma il giunto cade esattamente a metà del listello sopra. Il disegno è regolare e si legge, e per questo va deciso prima: vincola il taglio di tutta la stanza.
Angolo 0°, giunto a metà
Sfrido basso
A quadrotte Listelli corti raggruppati in quadrati, e ogni quadrato ruotato di novanta gradi rispetto al vicino. È lo schema dei pavimenti di molti palazzi romani del Novecento.
Angolo 90° a moduli
Sfrido basso

Lo sfrido è il materiale che resta inutilizzato dopo i tagli. Non è una percentuale fissa: dipende dalla forma della stanza, dalle nicchie e da quanto si riesce a riusare i pezzi di fine fila. Qui è indicato come ordine di grandezza fra uno schema e l’altro, non come cifra da mettere in un preventivo.

Quello che lo schema fa alla stanza

Il pavimento decide dove guardi

È la parte che nessuno racconta e che si vede subito quando il lavoro è finito: le righe del pavimento portano l’occhio da qualche parte, e la stanza cambia forma.

Stanza stretta con le doghe posate per lungo, verso la finestra
Doghe per lungo: le righe corrono verso il fondo e la stanza sembra più profonda di quanto è.
Stanza con le doghe posate per traverso, da una parete all altra
Doghe per traverso: le righe attraversano lo sguardo e la stessa stanza sembra più larga e più corta.

Vale anche per le spine. Una spina italiana in diagonale rompe la direzione e fa sembrare quadrata una stanza stretta; una spina ungherese tiene una direzione sola, molto marcata, e in un corridoio la accentua invece di correggerla.

Perché una spina costa di più

Il prezzo sta nel taglio, non nel legno

A parità di materiale, posare a spina costa più che posare a correre. Le ragioni sono due, e nessuna delle due riguarda la qualità del parquet.

Il tempo. A correre si appoggia un listello dopo l’altro e si taglia solo a fine fila. A spina ogni pezzo va collocato rispetto a due vicini, e un errore di un millimetro si somma lungo tutta la fila: si lavora più piano, e si controlla di più.

Lo sfrido. Nella spina ungherese e in quella francese le teste si tagliano in obliquo, e la parte tolta non torna utile da nessun’altra parte. Nella spina italiana il taglio obliquo c’è solo lungo le pareti, ma in una stanza piena di nicchie e di porte quelle fasce diventano tante.

Per questo, quando lo schema cambia, cambia il preventivo anche se il parquet è identico. La posa si quota sullo schema, non sulla scatola.

Listelli in legno con le teste tagliate in obliquo, su un banco da lavoro
Le teste tagliate in obliquo: quello che la lama porta via, nella spina ungherese, non si recupera.
Domande sugli schemi

Quello che ci chiedono prima di scegliere il disegno

Qual è la differenza fra spina italiana e spina ungherese?

Nella spina italiana la testa di un listello appoggia sul fianco di quello accanto, e i due formano un angolo di novanta gradi. Nella spina ungherese le teste sono tagliate in obliquo e si toccano fra loro, così le file restano continue.

Quale schema spreca meno materiale?

La posa a correre, perché il pezzo tagliato a fine fila diventa l’inizio della fila successiva. Le spine ne sprecano di più, e l’ungherese più dell’italiana.

Si può fare una spina in una stanza piccola?

Sì. Il disegno a spina non ha bisogno di metri quadri: ha bisogno di un posatore che parta dall’asse giusto. In una stanza piccola, anzi, la diagonale aiuta a non farla sembrare un corridoio.

Lo schema si decide prima o dopo aver comprato il parquet?

Prima. Lo schema decide quanto materiale serve, e due schemi diversi sulla stessa stanza possono chiedere quantità sensibilmente diverse.

Il preventivo

Compila il modulo con qualche dettaglio in più: il preventivo arriva prima

Superficie, stato del pavimento e tipo di intervento: sono le tre informazioni che servono a formulare una stima. Con quelle, la risposta arriva già con la cifra e i tempi.

Se preferisci parlarne a voce, chiama il numero qui sotto: rispondono operatori in carne e ossa, non un risponditore automatico e non una voce artificiale.

Parquettista che tiene una doga di rovere di traverso per guardarne la venatura
Immagine generata con intelligenza artificiale
Dagli schemi al cantiere

Scelto il disegno, restano due decisioni

Lo schema cambia lo sfrido e i tempi di posa, ma non il sottofondo né il legno: quelle due scelte si fanno a parte, e qui trovi come.