Parquet a spina di pesce
e gli altri schemi di posa
«Spina di pesce» non è uno schema solo: è la famiglia a cui appartengono la spina italiana, in cui i listelli stanno a novanta gradi fra loro, e la spina ungherese, in cui le teste si tagliano in obliquo e si posano testa contro testa. Da quell’angolo dipendono il disegno, lo sfrido e il costo della posa. Qui ci sono i numeri, schema per schema.

Sei geometrie, e l’angolo che le distingue
Il nome di uno schema non basta a ordinarlo: due posatori possono intendere cose diverse con la stessa parola. L’angolo, invece, è un numero, e si dice.
Lo sfrido è il materiale che resta inutilizzato dopo i tagli. Non è una percentuale fissa: dipende dalla forma della stanza, dalle nicchie e da quanto si riesce a riusare i pezzi di fine fila. Qui è indicato come ordine di grandezza fra uno schema e l’altro, non come cifra da mettere in un preventivo.
Il pavimento decide dove guardi
È la parte che nessuno racconta e che si vede subito quando il lavoro è finito: le righe del pavimento portano l’occhio da qualche parte, e la stanza cambia forma.


Vale anche per le spine. Una spina italiana in diagonale rompe la direzione e fa sembrare quadrata una stanza stretta; una spina ungherese tiene una direzione sola, molto marcata, e in un corridoio la accentua invece di correggerla.
Il prezzo sta nel taglio, non nel legno
A parità di materiale, posare a spina costa più che posare a correre. Le ragioni sono due, e nessuna delle due riguarda la qualità del parquet.
Il tempo. A correre si appoggia un listello dopo l’altro e si taglia solo a fine fila. A spina ogni pezzo va collocato rispetto a due vicini, e un errore di un millimetro si somma lungo tutta la fila: si lavora più piano, e si controlla di più.
Lo sfrido. Nella spina ungherese e in quella francese le teste si tagliano in obliquo, e la parte tolta non torna utile da nessun’altra parte. Nella spina italiana il taglio obliquo c’è solo lungo le pareti, ma in una stanza piena di nicchie e di porte quelle fasce diventano tante.
Per questo, quando lo schema cambia, cambia il preventivo anche se il parquet è identico. La posa si quota sullo schema, non sulla scatola.

Quello che ci chiedono prima di scegliere il disegno
Nella spina italiana la testa di un listello appoggia sul fianco di quello accanto, e i due formano un angolo di novanta gradi. Nella spina ungherese le teste sono tagliate in obliquo e si toccano fra loro, così le file restano continue.
La posa a correre, perché il pezzo tagliato a fine fila diventa l’inizio della fila successiva. Le spine ne sprecano di più, e l’ungherese più dell’italiana.
Sì. Il disegno a spina non ha bisogno di metri quadri: ha bisogno di un posatore che parta dall’asse giusto. In una stanza piccola, anzi, la diagonale aiuta a non farla sembrare un corridoio.
Prima. Lo schema decide quanto materiale serve, e due schemi diversi sulla stessa stanza possono chiedere quantità sensibilmente diverse.
Compila il modulo con qualche dettaglio in più: il preventivo arriva prima
Superficie, stato del pavimento e tipo di intervento: sono le tre informazioni che servono a formulare una stima. Con quelle, la risposta arriva già con la cifra e i tempi.
Se preferisci parlarne a voce, chiama il numero qui sotto: rispondono operatori in carne e ossa, non un risponditore automatico e non una voce artificiale.
Immagine generata con intelligenza artificialeScelto il disegno, restano due decisioni
Lo schema cambia lo sfrido e i tempi di posa, ma non il sottofondo né il legno: quelle due scelte si fanno a parte, e qui trovi come.
