Parquet a spina ungherese:
l’asse della stanza decide tutto
Nell’ungherese le teste dei listelli si tagliano in obliquo e si posano testa contro testa: le punte si incontrano e le file restano continue, senza il gradino della spina italiana. È un disegno che non perdona le pareti storte, perché una fila continua le mostra per tutta la sua lunghezza. Per questo la posa parte da un asse tracciato al centro della stanza, e non da un muro. Nel preventivo cambiano tre voci: il taglio, il materiale che si perde e le ore.

Si parte dal centro, non dal muro
È la differenza che non si vede in una foto e che decide come verrà il pavimento. In una posa a correre il primo errore si nasconde sotto il battiscopa. Qui no.
Le file restano continue. Nell’ungherese le punte dei listelli si incontrano e la fila prosegue senza interruzioni, da una parete all’altra. Tutto quello che non è parallelo si legge per tutta quella lunghezza.
Per questo si traccia l’asse. Prima di posare si segna una linea al centro della stanza e si verifica che le pareti siano squadre rispetto a quella, non fra loro. Da lì la posa cresce verso i due lati, e lo scarto con il muro finisce ai bordi, dove il battiscopa lo copre.
Cosa succede se si parte dal muro. In una stanza vecchia le pareti non sono mai parallele: partendo da una, la punta della fila si allontana dalla parete opposta un po’ per volta, e alla fine della stanza la differenza è evidente. A quel punto non si corregge: si rifà.

Tre voci che l’ungherese ha e la posa a correre no
Il legno costa come in qualunque altro schema: a cambiare sono il taglio, il materiale che si perde e le ore.
Sull’angolo preciso, invece, non diamo una cifra. Le teste si tagliano in obliquo e si posano testa contro testa: questo è certo. Ma su quale angolo spetti all’ungherese e quale alla francese le fonti di settore non vanno d’accordo, e il numero si chiede al produttore del listello che hai scelto.

Il disegno allunga, e non in tutte le stanze è un bene
La spina ungherese non è un ornamento neutro: cambia la proporzione percepita della stanza, e conviene decidere il verso prima di ordinare.
Nelle stanze strette allunga. Le file continue tirano l’occhio nella direzione in cui corrono: in un corridoio o in una sala lunga e stretta il disegno accompagna la stanza invece di contrastarla.
Nelle stanze molto larghe si disperde. Su una superficie ampia e quadrata il disegno perde la direzione e diventa decorazione e basta. Qui spesso rende di più una spina italiana, o una posa a correre.
Il verso si sceglie con la luce e con la porta. Conviene che le file corrano verso la finestra, perché la luce radente segue il disegno invece di tagliarlo, e che chi entra veda la punta e non il fianco.

Quello che ci chiedono prima di scegliere questo schema
Quattro domande, quasi sempre in quest’ordine.
Nella spina italiana la testa di un listello appoggia sul fianco di quello accanto e si vede un gradino. Nell’ungherese le teste sono tagliate in obliquo e si toccano punta contro punta: la fila resta continua. È la stessa famiglia, due disegni diversi.
Sì, e non per il legno, che costa uguale. Costano di più il taglio delle teste, il materiale che il taglio porta via e le ore di posa. Quanto, dipende dalla stanza: la forbice al metro quadro sta nella pagina dei costi.
Si tagliano in obliquo, e il valore preciso lo dichiara il produttore del listello. Su quale angolo spetti all’ungherese e quale alla francese le fonti di settore non vanno d’accordo, e preferiamo dirlo invece di scegliere una cifra per comodità.
Sì, e spesso rende: le file continue allungano. Il punto non è la dimensione ma la forma, e soprattutto quanto sono squadre le pareti: su quelle si decide al sopralluogo, guardando la stanza.
Compila il modulo con qualche dettaglio in più: il preventivo arriva prima
Superficie, stato del pavimento e tipo di intervento: sono le tre informazioni che servono a formulare una stima. Con quelle, la risposta arriva già con la cifra e i tempi.
Se preferisci parlarne a voce, chiama il numero qui sotto: rispondono operatori in carne e ossa, non un risponditore automatico e non una voce artificiale.
Immagine generata con intelligenza artificialePrima di fermarti su questo, guarda gli altri
La spina ungherese è uno dei sei schemi del mestiere. Gli altri cambiano disegno, sfrido e tempi, e in certe stanze stanno meglio.
- Tutti gli schemi a confronto Sei geometrie con l’angolo e lo sfrido di ognuna, in una tabella sola. Vai alla pagina
- Posa del parquet Il massetto, l’umidità residua e il sistema di fissaggio: viene prima del disegno. Vai alla pagina
- Quanto costa I prezzi al metro quadro voce per voce, e cosa fa salire un preventivo. Vai alla pagina
