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Parquet in ufficio e in negozio

Un ufficio o un negozio prende in un anno il passaggio che una casa prende in dieci. Il legno può starci benissimo, ma le scelte si fanno con criteri diversi — e due di queste scelte in casa non esistono proprio: la reazione al fuoco e, nei locali aperti al pubblico, la resistenza allo scivolamento. Qui trovi cosa cambia davvero, finitura per finitura, e come si organizza il cantiere dentro un’attività che non può chiudere.

Il traffico è il vincolo che decide tutto

open space con pavimento in legno, divani scuri e sedute biancheIn casa la zona giorno vede qualche decina di passaggi al giorno. In un ufficio di venti persone la stessa superficie ne vede centinaia, e in un negozio su strada molti di più — con la sabbia e il pulviscolo che entrano dalle scarpe e lavorano come carta vetrata. Da qui vengono tre conseguenze pratiche.

  • Lo strato nobile deve essere spesso. È la parte di legno vero sopra il supporto, ed è quella che si può levigare: più è spessa, più volte il pavimento si rigenera invece di essere sostituito. Su un prefinito sottile, in un locale commerciale, la prima lamatura è anche l’ultima.
  • L’ingresso va protetto. Uno zerbino a incasso lungo almeno due passi trattiene la parte abrasiva dello sporco prima che arrivi sul legno. È l’intervento che costa meno e che allunga di più la vita del pavimento.
  • Le ruote vanno guardate. Le sedie da ufficio con rotelle dure segnano il legno in pochi mesi. Esistono rotelle morbide per pavimenti delicati e costano pochi euro l’una: cambiarle prima della posa è più semplice che rimediare dopo.

Due obblighi che in casa non ci sono

corridoio di uffici con pareti rivestite in legnoIn un’abitazione privata il pavimento risponde al gusto di chi ci vive. In un luogo di lavoro o aperto al pubblico, no: ci sono requisiti che dipendono dalla destinazione d’uso dell’immobile.

  • Reazione al fuoco. La classe richiesta cambia con la destinazione d’uso, e per un locale aperto al pubblico non è la stessa di una casa. Il dato sta nella Dichiarazione di Prestazione del fabbricante, non nel listino.
  • Resistenza allo scivolamento. Nei locali accessibili al pubblico è un requisito, e la finitura la cambia: una superficie molto lucida è più sdrucciolevole di una opaca.

Sono due voci da leggere prima di comprare, non dopo: quali norme regolano cosa, e come si leggono le sigle.

Vernice o olio: la differenza che in un negozio pesa

Dopo il legno è la scelta più importante, e per un’attività aperta cambia il modo stesso in cui si fa manutenzione.

  • La vernice crea un film sopra il legno. Si pulisce con poco e tiene bene le macchie, ma quando il film si consuma non si ritocca per zone: si rifà tutta la superficie, e questo vuol dire chiudere.
  • L’olio entra nel legno invece di coprirlo. Si segna più facilmente, ma si ravviva per zone — anche solo la fascia davanti alla cassa o il corridoio più battuto — in una giornata e senza fermare l’attività.

Per un negozio con orari lunghi l’olio è spesso la scelta più comoda, proprio perché la manutenzione si fa a pezzi invece che tutta insieme. Il confronto completo fra le finiture sta nella pagina della lucidatura del parquet.

Il cantiere dentro un’attività che lavora

  • Acclimatazione. Il legno resta nei locali, nei pacchi aperti, almeno 48 ore prima della posa: deve arrivare alla temperatura e all’umidità del posto, altrimenti si muove dopo.
  • Il massetto. L’umidità residua si misura prima di posare. Se è alta si aspetta: non esiste un modo per aggirarla, e un pavimento posato su un massetto umido si solleva.
  • I tempi morti. Dopo l’incollaggio e dopo la finitura servono ore in cui sul pavimento non si cammina. Si pianificano sul calendario dell’attività, spesso a cavallo di una chiusura, e si dicono prima: non in corso d’opera.
  • Per zone. In un ufficio grande si lavora per aree, così le postazioni si spostano una volta sola invece di svuotare tutto.

Quando il parquet non è la scelta giusta

Vale la pena dirlo prima, perché in alcuni casi il legno è il materiale sbagliato e insistere costa caro a tutti.

  • Un ingresso direttamente su strada, senza bussola né zerbino a incasso, dove a ogni pioggia entra acqua.
  • Spazi percorsi da carichi su ruote dure — carrelli, transpallet — che il legno non regge.
  • Locali dove si lavora con liquidi o grassi: lì il legno diventa un problema di manutenzione e di sicurezza.

In questi casi si dice di no prima, non a lavoro finito.

Un ufficio o un negozio si mette in conto al metro quadro: i numeri, voce per voce, sono in quanto costa il parquet.